Crema viso idratante "water touch" : ZOE'

Crema viso idratante “water touch” : ZOE’ 2


Purtroppo devo ammettere, cospargendomi il capo di cenere, che una delle mie grandi mancanze (da aggiungere alla chilometrica lista con tutte le altre…) qui nel blog, è legata alla penuria di chiacchiericcio in merito alle creme viso.

Questo non significa affatto che mi spalmo la margarina in faccia come complemento nutriente o che di contro salto a piè pari tutto ciò che viene dopo la detersione, e non utilizzo alcun prodotto, la situazione nella realtà è davvero molto molto diversa, prova a chiederlo alla mensola del mio bagno che ha dovuto iniziare a fare crossfit per riuscire a sostenere la quantità inaudita di creme e cremine che le piazzo addosso.

Il mio problema principale è invece da collegare al tempo.

Non tanto il tempo da trovare per scrivere, ormai si è abituato anche il blog a vedermi a mesi alterni quando va bene, ma proprio il tempo che concretamente mi serve per comprendere appieno un prodotto, visto e considerato che spesso io e la mia pelle ci troviamo profondamente in disaccordo sulle performance e questo crea dei pesanti momenti di tensione.
A tal proposito invidio ed in parte fatico incredibilmente a comprendere, come sia possibile che sui social ci siano uno o anche due post a settimana di diversi trattamenti viso, completi di creme e sieri.

Ma davvero? Io spero sia più una impressione legata al packaging quella che viene offerta, altrimenti devo andarci giù pesante con la mia faccia, chiedendole adeguate spiegazioni sui motivi per i quali a me serva almeno un mese di utilizzo costante per poter capire almeno lontanamente di cosa stiamo parlando.

Ed alla crema di cui vorrei raccontarti oggi, di tempo ne è servito veramente un monte e dintorni:

Innanzitutto, come da rituale presentazione da blogger pseudo navigata quale io fingo malissimo di essere, benvenuta nel blog Zoè!

Il marchio è una nuova entrata qui nel salotto del the, ma si è fatto spazio nel mercato della cosmesi green come risultato di studi approfonditi, che coniugano al meglio le esigenze di una pelle che desidera essere amata e rispettata con principi attivi efficaci, innovativi e naturali, sapientemente selezionati da esperti cosmetologi e farmacisti.
Questo significa che ogni formulazione nasce direttamente dalle ricette di Zoè, che ne cura internamente la produzione, l’imballaggio e la distribuzione, garantendo quindi una filiera totalmente sotto la loro costante attenzione.

Il tutto rigorosamente ed orgogliosamente Made in Italy.

Io sono una portatrice di pelle mista, dannatamente soggetta a repentini cambi di identità nel corso delle stagioni, settimane, influenze astrali, ormonali e chissà che altro, però anche da ignorante ho imparato che una pelle mista o grassa, non deve comunque rinunciare all’idratazione, fondamentale per supportarne l’equilibrio e ridurre la sovraproduzione di sebo, quindi capisci bene il mio entusiasmo quando ho letto la descrizione di questa crema che, già dalla tipologia “water touch”, per me aveva vinto su tutti i fronti.

Quello che cercavo io era proprio un tipo di idratante che risultasse leggero e fondente, un prodotto setoso sulla pelle grazie al rapido assorbimento e che regalasse sia morbidezza ma nel contempo andasse a dissetare profondamente la mia assurda faccia, concedendo tregua al soffocante sebo.

Devo ammettere che la prima strana reazione che ho avuto è stata proprio al cospetto della texture, forse per mia disattenzione o banalmente perchè mi aspettavo a priori qualcosa senza averne certezza, forte della dicitura “idratante” e di quel malizioso “sorbet cream” nella mia mente si è materializzata l’idea che il risultato dovesse per forza di cose corrispondere ad un fluido molto simile ad un siero, o al limite ad un gel a bassa densità, ma di fatto questa è quanto mi sento di definire una normalissima crema come molte altre che sono atterrate sul mio viso in passato, di certo non corposa come un burro, ma nemmeno con la consistenza che mi sarei aspettata.

E che mai nella vita riuscirai a comprendere dalla prossima foto, ma qui non smettiamo di credere nella potenza del “provaci, che sei sempre in tempo per migliorare” :

Nel caso tu desiderassi riprodurre un effetto scenografico in stile pittura quando fotografi le texture, ti sconsiglio di tenere il pennello dritto perchè, come nel triste tentativo di cui sopra, eliminerai il 98,6% del prodotto, con un risultato finale discretamente pietoso e di utilità alla comprensione del prodotto, rasente allo zero.

Essendo anche la solita brutta persona che tutti hanno imparato a conoscere, non ho fatto una foto all’intera scatola che conteneva la crema, e che se la meritava tutta un po’ di notorietà essendo candida e basica all’esterno, ma deliziosamente decorata all’interno con una esplosione colorita di fiori.

Ma torniamo alla crema.

Sia nel sito del negozio sul quale l’ho acquistata, che in quello del produttore, ho letto che una delle caratteristiche principali di questo prodotto, è la sua capacità di “trasformarsi in acqua” a contatto con la pelle.
Ora, io non ho ben chiaro se questo fosse un modo per definire una texture più leggera del solito, o se invece si tratti di una qualche reazione specifica della formula, ma per ciò che ho potuto constatare personalmente con l’uso, mi sembra che la crema durante il massaggio venga semplicemente assorbita dalla pelle, non mi è parso pur avendoci fatto molta attenzione che ci fosse questa variazione evidente di stato.

Di certo non è particolarmente densa ed effettivamente si assorbe con buona facilità, ma la mia pelle mista comunque non è rimasta soddisfatta appieno delle sue performance, tant’è che mi sono quasi sempre ritrovata piuttosto lucida con l’utilizzo nei periodi caldi.

Vista la potenziale leggerezza, chiaramente l’avevo acquistata APPOSITAMENTE per i periodi caldi.

E l’ho dovuta abbandonare proprio durante l’estate perchè riuscivo a percepire nettamente la crema sul viso come se fosse una sorta di film, con l’inevitabile untuosità a cui seguiva il mio furioso incazzamento atomico disappunto.

Proprio per evitare di farmi una idea frettolosa, ho avuto modo di spalmare (letteralmente!) questa crema a partire dalla primavera fino al tardo autunno (ormai di due anni fa, ma questo è un dettaglio che fingeremo non sia mai accaduto…) sperando che almeno in una di queste stagioni mi avrebbe regalato quell’effetto wow che tanto desideravo.
Purtroppo devo confermare che non è accaduto, con l’abbassamento delle temperature c’è da dire che reagisce meglio e la pelle appare meno lucida, ma è sempre e comunque necessario ritoccare con una cipria trasparente per tenere a bada a dovere la zona T e nel mio caso anche le guance.

Eppure la crema in questione conteneva degli attivi che in genere la mia pelle apprezza parecchio, come puoi vedere dal suo INCI :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

aqua, betaine, malva sylvestris leaf water, isoamyl laurate, panthenol, saccharide isomerate, squalane, coco-caprylate, glycyrrhetinic acid, methyl methacrylate crosspolimer, vaccinium myrtillus leaf extract, pinus pinaster bark/bud extract, butyrospermum parkii butter, passiflora edulis seed oil, oryza sativa bran oil, bisabolol, ascorbyl palmitate, tocopherol, helianthus annuus seed oil, sodium carboximethyl beta-glucan**, glyceril caprylate, caprylyl glycol, diglycerin, acrylates/C10-30 alkyl acrylate crosspolymer, parfum, carbomer, sodium dehydroacetate, sodium phytate, xanthan gum, caprylyl/capryl glucoside, citric acid, sodium citrate, lecithin. (**biotech ingredients)

Ammetto di essermi lasciata trasportare proprio a spintoni dalla presenza imponente dell’idrolato di malva (malva sylvestris leaf water), è una pianta che mi piace infinitamente vedere ai lati delle strade punteggiare di un grazioso viola chiaro l’erba, ma ho scoperto essere anche affine alle strane e variabili esigenze della mia pelle, quindi mi sono fidata con una certa tranquillità soprattutto trovando poco dopo l’estratto di mirtillo e pino marittimo (vaccinium myrtillus leaf extract, pinus pinaster bark/bud extract), quest’ultimo dalle gradevoli proprietà antiossidanti ed antimicrobiche che nella mia semplice mente risultavano perfette per supportare e sopportare le imperfezioni che ogni tanto decidono di passare a trovarmi.

Oltre a questi ingredienti sono presenti anche il burro di karitè (butyrospermum parkii butter) e gli oli di passiflora, riso e girasole (passiflora edulis seed oil, oryza sativa bran oil, helianthus annuus seed oil), che probabilmente sono risultati eccessivamente ricchi per il mio tipo di pelle ma potrebbero invece di contro risultare un bel pool a sostegno e beneficio di una pelle normale o secca.

Una cosa che salta all’occhio però molto prima di oli ed estratti vegetali presenti, è la betaina che risulta in una percentuale piuttosto alta essendo al secondo posto in formula, la conosciamo abbastanza bene e sappiamo che ci piace il suo effetto emolliente ed idratante sia sul corpo che sui capelli, ma temo che la mia faccia abbia purtroppo rifiutato questa composizione non soltanto idratante ma in parte anche nutriente.

La confezione è airless quindi perfettamente igienica, contiene 50 ml di prodotto ed ha un prezzo di € 28,90 (se lo desideri la puoi acquistare cliccando QUI) perciò decisamente un prodotto lussuoso dal quale mi aspettavo moltissimo, soprattutto avendo letto che si presta ad essere una soluzione rinfrescante e ristoratrice dopo i trattamenti laser/IPL, cosa che io faccio appunto sul viso perchè ho più baffi di Zorro.

Ho apprezzato invece la sua profumazione, piuttosto intensa, fiorita e molto femminile ma con degli accenni legnosi e dolci che la rendono una fragranza per nulla scontata e a mio avviso davvero gradevole, si tratta di un profumo aggiunto (parfum) come si vede dall’INCI, ma per quanto ho potuto notare dall’uso costante anche dopo la luce pulsata, non ho mai avuto problematiche di arrossamenti o irritazioni di alcun genere.
Ma ho sofferto comunque in maniera impegnativa perchè per la mia faccia decisamente non va bene, avevo enormi aspettative lo ammetto e lo confermo, speravo di sentirmi fresca, vellutata e magnifica in estate con la mia pelle radiosa ed idratata, di sicuro ho ottenuto una piacevole elasticità ed un discreto tono con questa crema, ma sul viso la percepivo sempre e comunque, non era una sensazione confortevole di completo assorbimento e probabilmente questo risulta un vantaggio per proteggere la pelle dalla naturale dispersione dell’idratazione, tuttavia per me è stato impegnativo finirla ed apprezzarla del tutto, è vero che non dovrei lasciarmi convincere dalla sensorialità, ma ammettiamolo quanto è facile usare una crema che ha un profumo che non ti piace o una consistenza che lascia appiccicaticcio?

Siamo composti di tante pelli diverse, soggette a stimoli e trattamenti differenti quindi possono esserci mille variabili che hanno influito sui risultati che io non ho ottenuto, di sicuro però posso dirti che non si è rivelata la crema del mio cuore, e purtroppo l’ho scoperto 28 euro troppo tardi.

Sono comunque fiduciosa e continuo ad essere ottimista ad ogni tubetto che apro, mi auguro anche di non tornare sull’argomento fra altri due anni 😀

A presto!
Francesca


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2 commenti su “Crema viso idratante “water touch” : ZOE’

    • Crema viso idratante "water touch" : ZOE' Francesca L'autore dell'articolo

      Che cosa hai preso tu? Io ho fra le ragnatele anche la loro mousse detergente, anche lei non esattamente fra le più economiche del mercato eppure mi ha lasciata abbastanza con un “boh”, lava certo, ma non così da fuochi d’artificio come speravo. Stessa cosa il tonico, quello la mia pelle non lo gradiva poco, odorava di salsa di soia e mi lasciava la faccia più lucida di uno specchio.
      Sto iniziando a pensare di essere rotta….