Coppetta mestruale : ALIA CUP

Coppetta mestruale : ALIA CUP 4


ATTENZIONE ATTENZIONE:

In questo articolo si scrive senza freni e limitazioni di ciclo mestruale e, benchè molti spot cerchino di farti credere il contrario, io non conosco un modo particolarmente edulcorato per parlare di sanguinamenti e secrezioni varie.
Dunque, anche se questo avviso dovrebbe essere valido praticamente per ogni articolo che trovi nel blog, se scegli di continuare la lettura fallo con cognizione e consapevolezza di ciò che ti aspetterà.

Grazie,
La direzione (sbagliata).

Visto che ci ho impiegato più di 10 mesi per essere pronta a scrivere di questo argomentone, mi sono presa la libertà di spendere un paio di parole di avviso per comunicarti che sono ancora convinta di scrivere ogni cosa (ma proprio OGNI cosa) circa la coppetta mestruale e ciò che ho riscontrato durante il suo utilizzo, quindi sei ancora in tempo per evitarti la lettura, se lo desideri.

Se invece sei ancora qui, beh oggi parliamo di un prodotto che fino a qualche anno fa sembrava essere solo un prodotto in stile “new age”, un po’ moda, un po’ hipster e un po’ ambiente, mentre con il tempo si è ripreso lo spazio che meritava proprio grazie alla condivisione delle tante persone che hanno scelto di iniziare ad usare la coppetta, e che parlandone hanno sfatato miti e riti che si rincorrevano con più o meno coerenza e correttezza.

E quindi iniziamo facendoci una semplice ma efficace domanda :
Quali possono essere i motivi che spingono una donna a scegliere di cambiare abitudini durante il ciclo?

Non so cosa possa spingere le altre, ma di certo posso dirti cosa ha letteralmente catapultato me nella scelta, e te lo riepilogo in un elenco a seguire, da persona seria e diligente quale non sono:

  • il risparmio economico : da anni oramai ero solita utilizzare assorbenti in cotone per via delle irritazioni, li hai visti in giro? Se sei fortunata li trovi nei supermercati meglio forniti, oppure sul web e nei negozi che trattano bio e naturale. Costano quasi come una bottiglia di vino e ogni mese te ne servono circa un paio di pacchetti (o anche di più se hai delle cascate del Niagara i primi giorni…), stimiamo una spesa media tra quelli super-soft-mega-luxury e quelli un passo dopo il 100% plastica, giusto per avere un’idea di quanto si deve sborsare :
    4 € al pacco x 2 pacchi = 8 € al mese
    8 € x 12 mesi fa la bellezza di 96 € all’anno
  • il risparmio ambientale : parliamone….come sai io non sono il meglio disponibile sulla piazza, cerco di non sprecare, differenzio, evito se possibile gli imballaggi inutili ma non sono per niente infallibile. Questo però non mi ha impedito di vedere quanto pesasse sul pianeta il mio essere donna ogni mese, e cambiare questa prospettiva mi è sembrata una scelta quantomeno da considerare e provare. Vedere che i sacchetti da conferire nell’indifferenziata diminuiscono senza nemmeno troppi sforzi, credimi è una gran bella soddisfazione.
  • le irritazioni : come ti ho scritto sopra, la scelta degli assorbenti di cotone è stata quasi un obbligo per alleviare il fastidio ed il rossore che mi causavano le versioni classiche che impedivano in ogni modo di permettere alla mia inquilina sottostante di respirare, ma spesso nemmeno questa accortezza era sufficiente, e qui arriva giusto a sostegno il prossimo punto.
  • il caldo : ora, il fatto di essere donna ci mette di fronte ad un miliardo di ostacoli della malora che dobbiamo ogni giorno saltare meglio, più in fretta, col sorriso e i tacchi per poter essere considerate almeno “abbastanza”, quindi sono sincera, l’idea di imbustarmi la vagina nella plastica con il caldo torrido della pianura padana, non era più sopportabile.
  • le limitazioni : dimmi la verità, quante volte ti sei alzata la mattina con l’aspetto di una figa imperiale e le lenzuola bianche e fresche come nella pubblicità? Io sono quasi del tutto convinta che durante il ciclo come minimo dormi con due paia di mutande modello medioevo per sicurezza, e nonostante questo cerchi comunque di girarti il meno possibile sul letto per timore di rompere gli argini. Prima della coppetta, l’ho sempre fatto anche io.
  • rischi & odori : alcuni dei problemi di cui sopra, volendo, si sarebbero potuti contenere o addirittura evitare con l’utilizzo degli assorbenti interni ma, pur avendo fatto dei tentativi, non mi è mai piaciuta l’idea e non mi ci sono mai sentita a mio agio, se a questo aggiungi il fatto che gli assorbenti interni sono anche un veicolo potenziale per la TSS (sindrome da shock tossico, che in alcuni casi limite può essere anche letale, niente di simpatico insomma) ho capito che non erano proprio ciò che faceva per me. Gli odori sono più che altro una prerogativa degli assorbenti esterni che, purtroppo, diventano una sorta di microcosmo batterico tra umidità, calore e muchi di ogni genere.

Erano ormai anni che cercavo di capire, informarmi e provare a farmi una opinione; sono passata dalla fase “negazionista” a quella “possibilista”, e ti risparmio tutte le altre che ho affrontato nei mille mila dubbi che mi assillavano quando mi fermavo a pensare se la coppetta poteva essere solamente un orpello inutile, o una vera e propria rivoluzione.
Ho capito che non c’era altra scelta che provare, il sentito dire può aprire la strada verso un’ idea, ma finchè non sei tu a provare è praticamente impossibile avere la certezza dei risultati.

E alla fine arriva Alia.

Alia Cup mi strizzava l’occhio dagli scaffali di Tigotà veramente da troppo tempo, e galeotto fu lo sconto che mi permise di portarla a casa a poco meno di 15 €, anzichè 19 € che è il suo prezzo usuale.
E non ho fatto la foto alla scatola perchè sono una brutta persona, i’m sorry-not-sorry.
Ad ogni modo, da Tigotà c’è solo questa, anche volendo non è che puoi sbagliare…Al limite puoi acquistarla nel sito del produttore, tra l’altro padovano come me, www.aliastore.com o anche su Amazon che ha praticamente TUTTO, mi aspetto a breve che offra una categoria “fidanzati”, quelli affidabili e sinceri disponibili solo per gli utenti Amazon Prime.

E’ disponibile in due misure :

  1. M = per donne con meno di 30 anni che non hanno avuto un parto naturale;
  2. L = per donne con più di 30 anni o che hanno avuto un parto naturale.

Niente complicazioni esagerate per la scelta della coppetta giusta quindi, basta che prendi la carta d’identità e dall’anno attuale togli l’anno che è scritto su “data di nascita”. Potrebbe non corrispondere con il numero che sei solita comunicare agli altri, ma questi sono dettagli di poco conto che non influiscono assolutamente con il funzionamento di Alia Cup.

La coppetta è in silicone platinico di grado medicale, ovvero un materiale ipoallergenico che non contiene lattice nè ftalati e risulta essere sicuro per un utilizzo così…..intimo.
Ho notato che non ha alcun odore da nuova e che non assorbe gli odori utilizzandola nel tempo, anzi l’unica cosa che riesco a percepire impegnandomi, è il profumo del detergente che uso per pulirla prima di farla bollire per sterilizzarla.
Ha una superficie satinata che permette un facile inserimento, senza però essere liscia a specchio e rischiare di essere eiettata nello spazio quando la devi togliere, perchè sarà scivolosa quando la toglierai sappilo, tra secrezioni varie e muco le pareti della coppetta non saranno così facilmente gestibili, a tal proposito ho intensamente apprezzato il gambo che è piatto, flessibile e profondamente zigrinato, questa sua ultima caratteristica lo rende perfetto per poterla tenere saldamente senza rischi.
Potrebbe, in funzione della tua conformazione fisica, infastidirti proprio la presenza di questo gambo che (come è chiaramente indicato anche nella confezione) non deve uscire dal corpo, però prima di tagliarlo definitivamente a misura, ti consiglio di fare qualche prova di posizionamento perchè a differenza di altri gambi, lui poi non ricresce, e ti garantisco che non avere qualcosa sul quale puoi contare per tenere ferma la coppetta è un incubo atroce fastidioso.

Ma veniamo al muco succo del discorso.

Sta coppetta funziona, o non funziona?

Secondo il mio modesto parere si, funziona e anche molto meglio di quanto avrei immaginato.
La prima cosa importante da dire è che riesce a gestire anche flussi abbondanti come il mio, dipende moltissimo da te ogni quanto la devi svuotare, e francamente mi è piaciuta anche questa parte di “conoscenza” più profonda di me stessa, talvolta siamo così abituati che ci ritroviamo a compiere gesti in modo automatico senza chiederci nemmeno il perchè, usare questo piccolo oggetto invece mi ha permesso di capire quanto sia importante a volte fermarsi, ascoltarsi e comprendersi.
Perciò non esiste una regola assoluta a mio avviso per la frequenza con la quale va svuotata, io ad esempio la tengo tutta la notte e solo i primi due giorni generalmente sento il bisogno di svuotarla immediatamente appena sveglia, i giorni successivi invece posso prendermela comoda e fare anche colazione perchè alla fine, dopo mangiato, il mondo è un po’ migliore, anche quando hai il ciclo.

Se ti sembra un oggettino piccino per le tue esigenze ti consiglio la prova-assorbente : riempi la coppetta di acqua e prova a farla assorbire tutta dall’arcaico scudo vaginale alias assorbente; ti stupirà vedere quanta “liquidità” la coppetta riesca a gestire in una sola volta.

Probabilmente per puro caso fortuito e fortunato, in questi 10 mesi di utilizzo non mi è mai capitato di avere perdite o macchiarmi anche se devo confessarti che ai primi inserimenti ero piuttosto spaventata e ho usato comunque un assorbente per sicurezza, vanificando in parte tutti i miei buoni propositi ma, quando ho visto che era solo uno spreco ed ho acquisito un po’ di sicurezza, ho salutato per sempre la colla dell’adesivo che amoreggia con il cotone dello slip.
Inoltre è bello sapere che la coppetta ti permette di fare cose con una tranquillità inaudita come la doccia ad esempio, senza poi ritrovarti con un asciugamano che sembra stato usato per pulire l’arma del delitto, o un assorbente interno che ha risucchiato un litro di bagnoschiuma.
Piccole cose a cui inizi a pensare solo quando cambiano in meglio.

Tieni presente che in commercio si possono trovare oramai vari marchi e tipologie di coppette che differiscono anche per la loro rigidità; personalmente credo che quella scelta da Alia Cup sia una perfetta via di mezzo che ben si presta alle pareti pelviche più svariate, non è troppo molliccia tipo stampo del budino di silicone, ma nemmeno inflessibile e rigida come il cofano di una macchina, è facile da maneggiare e si adatta molto bene al corpo senza farsi più sentire se ben inserita.
A questo punto io credo che sia utile e simpatico parlarti anche di come inserirla sta coppetta perchè, a vederla così, ha una forma che è proprio il contrario assoluto di qualcosa che è agevole da introdurre nelle valli sottostanti.
Partiamo quindi dalla prima modalità di piegatura, quella che è indicata anche nella confezione : (pregasi notare che per l’occasione ho anche messo lo smalto QUASI in maniera decente)

FASE 1 : prendi la coppetta e schiacciala fino a farla diventare una specie di infinito di silicone. Come ti dicevo prima è una operazione che richiede poca forza vista la compattezza media del silicone usato.
Oddio si vedono i peli sulle mani….FOCALIZZA SULLA COPPETTA, STAI CON GLI OCCHI FISSI SULLA COPPETTA!

FASE 2 : piega la coppetta facendo congiungere i due estremi dell’infinito. Ok, questo visto dalle foto sembra facile, lo è un po’ meno se la coppetta è un tantino umida, quindi ti consiglio di fare attenzione a questo passaggio e di non avere fretta se vuoi evitare di spararla nello spazio.

Terminata la fase di piegatura, dovrebbe seguire quella dell’inserimento, ma vedendo la piegatura da sopra sono sorti i miei primi dubbi, dai uno sguardo e dimmi se sono inadeguati :

Ora, è vero che ci escono dei bambini dall’utero, ma questo succede dopo tempo e davvero tanti cambiamenti fisici dedicati proprio a quello, perciò credo sia condivisibile il dubbio di come riuscire a far entrare agevolmente la coppetta in questo modo, considerando la forma tutt’altro che coerente con l’inserimento.
Io non ho un’anta dell’armadio lì sotto, credimi ci ho anche provato ma per quanto mi riguarda questa modalità è assolutamente impraticabile, 8 volte su 10 si apre prima di arrivare lontanamente a destinazione, quella rarità assoluta di volte che ci arriva nella forma predisposta dovrei metterla con la forza di un compressore per riuscire a posizionarla correttamente.

E quindi cosa mi rimaneva da fare, rinunciare?

MA NON SIA MAI!

Ho provato un sacco di altre varianti finchè non ho trovato il mio assoluto metodo perfetto e preferito, forse conosciuto a tutti tranne a me, ma lasciami comunque la parvenza di un po’ di stupore per aver condiviso con gioia e gaudio la mia scoperta :

FASE 1 : spingi delicatamente una parte dell’anello più spesso della coppetta verso il basso/interno.

FASE 2 : procedi finchè non sei arrivata a toccare il centro della coppetta all’interno.

FASE 3 : prendila saldamente ai lati della piega che hai appena creato e schiacchiala per appiattirla un tantino e favorire così l’inserimento.

Come puoi facilmente notare dal confronto che risulta dalle due piegature, la prima ti porta ad avere una forma più arrotondata e sottile che somiglia molto a quella di un assorbente interno classico e che in quasi un anno di utilizzo, non mi ha mai delusa una sola volta.
Trovo che sia molto più agevole e pratico inserirla in quel modo, volendo puoi usare qualche goccia di lubrificante sulla punta per facilitare ancora di più le operazioni di “parcheggio sotterraneo” qualora tu abbia difficoltà o una particolare secchezza, inoltre la si può tenere piegata a sufficienza per permetterle di aprirsi all’interno dell’utero, come sarebbe giusto che avvenisse per poterla posizionare nella maniera migliore senza rischi di perdite.

E per toglierla non dovrai fare altro che premere leggermente la base della coppetta ed estrarla.
Sappi che non è indicato e nemmeno carino che usi il gambo per tirarla fuori. Cosa succede se tiri la coda ad un cane? Che ti morde (e fa bene, non si maltrattano gli animali), la coppetta non ti morderà ma non è affatto piacevole farti risucchiare le pareti interne delle mucose, perciò lavati bene le mani prima di procedere, inserisci pollice ed indice fino a sentire le pareti della coppetta, premine la base, estrai, fatto.

Smettiamola con questa idea che la donna deve vedere la propria intimità e sessualità come un crimine di cui vergognarsi, conoscere il proprio corpo e saperlo gestire anche per puro piacere, non dovrebbe essere un limite nel 2018, sei portatrice sana di vagina e credo fermamente che sia giusto imparare a conoscerla e ad usarla nel modo migliore, anche solo per te stessa se ti va, usare la coppetta può essere un buon modo per iniziare in maniera “obbligata” ad uscire dagli schemi.

So che starai pensando che una volta estratta la coppetta, sarà sufficiente svuotarla, sciacquarla con un po’ d’acqua e tutto tornerà come prima, giusto?

No.

Assolutamente no.

Innanzitutto c’è da dire che se pensi di svuotare la coppetta con la stessa semplicità e facilità che richiederebbe ribaltare un bicchiere di tavernello nel lavandino, ti stai sbagliando di grosso.
Durante il ciclo viene eliminata una parte di tessuto, muco/secrezioni e, ovviamente, anche del sangue e tutto questo è molto, MOLTO lontano dalla fluidità che permette di gestire lo svuotamento con l’agilità di una gazzella.
Il composto è viscoso e denso, credimi, una bottiglietta d’acqua non è la soluzione a tutti i mali.
Io ho provato e non è stato risolutivo, motivo per cui ti dirò qual’è la scelta che considero migliore quando sono a casa o meno :

  • in casa : il tuo migliore amico è il bidet, non ci sono dubbi. Lui ti permetterà in un solo colpo di svuotare e lavare per bene la coppetta con una goccia di detergente intimo, senza rischiare di farla cadere in qualche posto poco igienico in cui sarà arduo recuperarla, oltre che concedere un piacevole momento di rinfrescante pulizia anche a quella collinetta che sta lì sulle valli del piacere.
  • fuori casa : parliamo un attimo del fatto che se sei in un bagno pubblico DOVE DIAVOLO TI APPOGGI?! E poi mica tutti hanno un lavandino nello spazio dove c’è il water e ti ho già detto che, per quello che ho potuto constatare, la bottiglia fa uno scarso lavoro. La soluzione per me è la carta igienica umidificata : Santa subito! Ne bastano due salviette, una servirà per pulire l’esterno della coppetta ed eliminare il grosso dei residui rimasti all’interno, la seconda puoi usarla per le mani e terminare la pulizia approfondita dell’interno coppetta e dei quattro forellini posizionati sotto la circonferenza, che devono sempre essere liberi. Ora si che basta anche la bottiglietta d’acqua per sciacquare e riportare tutto alla normalità (ricorda di non saltare questo passaggio perchè, per quanto delicati siano gli ingredienti, non sono comunque previsti per un contatto interno delle mucose ed il rischio di irritazioni è dietro l’angolo).
    Preferisco la carta igienica umidificata perchè spesso si trova facilmente con formulazioni semplici, a prezzi contenuti ma soprattutto è totalmente biodegradabile e quindi gettabile nel WC (controlla sempre nella confezione che sia così, ovviamente), so che è tecnicamente un rifiuto anche lei, ma sprecare un sacco di acqua per riuscire a pulire correttamente la coppetta mi sembrava molto più odioso, chiaramente puoi fare la scelta che ritieni più opportuna.

Queste operazioni vanno chiaramente fatte durante tutto il ciclo, quante volte dipende invece da vari fattori come l’abbondanza del flusso ad esempio, ma una volta terminato (perchè ogni tanto finisce, sto abbonamento della malora che non ho mai sottoscritto!) come bisogna comportarsi?

Il lavoro della coppetta è incentrato su circa 4/6 giorni no-stop al mese, ed è chiaro che poi merita le giuste cure, così da mantenerla sempre nella sua forma migliore ed evitare attacchi batterici a sorpresa.
Perciò ricorda che prima di riporla fino all’uso successivo è importante lavarla per bene avendo cura di verificare che i forellini posizionati poco sotto il bordo siano liberi da eventuali residui, e poi farla bollire in un pentolino d’acqua per alcuni minuti, così da sterilizzarla in profondità.

A lei farà piacere rilassarsi fra le bolle e tu sarai sicura di avere a disposizione sempre un oggetto che ti garantisca il massimo dell’igiene.
Parlando di igiene, direi che è il caso di usare saggiamente un recipiente che destinerai esclusivamente a questo specifico utilizzo….

All’interno della scatola troverai anche il sacchettino rosa che vedi nella foto iniziale, è di un bel cotone spesso e consistente che puoi lavare se necessario, e utilizzare per conservare la coppetta nei giorni in cui non viene utilizzata (la maggior parte dei giorni del mese, GRAZIE AL CIELO).

Concluderei questo articolo orrendamente lungo aggiungendo alcune cose che secondo me sono interessanti da riportare.
La prima è che la coppetta può essere tenuta o tolta quando devi espletare dei bisogni fisiologici, diciamo che per quanto mi riguarda i bisogni “liquidi” non hanno problemi, per gli altri, quelli che ti fanno aprire la finestra del bagno per intenderci, dipende molto dalla tua sensibilità perchè personalmente, pur non avendo problemi di stitichezza (anzi……), l’idea di strizzare anche minimamente un muscolo, con il rischio di veder sparire la coppetta giù per il tubo mi fa agitare oltre misura, motivo per cui io preferiso toglierla per i bisogni “solidi” così da concentrare tutta l’attenzione sul mio intestino così emotivo e delicato.

Un’altra cosa davvero importante e piacevole che ho apprezzato della coppetta, è il fatto che puoi utilizzarla anche in previsione del ciclo, non è necessario inserirla quando è già un fiume in piena, e questo è davvero utile secondo me perchè evita imbarazzanti situazioni; quando il giorno X si avvicina, inizi a sentire qualche crampo ma non c’è ancora nessuna perdita, puoi mettere la coppetta e andare a scoprire il mondo con serenità, lei si occuperà di proteggerti se nel frattempo il moto-ciclo si avvia e nel caso non succedesse, non rischierai la TSS come capita con gli assorbenti interni o di sprecare invece assorbenti esterni da gettare nei rifiuti anche se bianchi e lindi.
Non da meno c’è anche il fattore sensibilità vaginale, perchè se è vero che gli assorbenti interni sono comodi sotto certi aspetti, bisogna tener conto del fatto che sono comunque un cilindro che assorbe e assorbe indistintamente TUTTO, anche le naturali secrezioni del corpo causando spesso fastidiose lande vaginali desertificate, che gridano disperate alla ricerca di idratazione.

Forse l’ultima cosa che mi sembra importante da riportare, non di certo per importanza, è il fatto che si tratta di qualcosa che si adatta a te, e non il contrario.
E quando dico che si adatta, intendo dire che si adegua realmente alle forme e conformazioni del tuo corpo, lascia perdere tutto quello che ti propina la pubblicità, dove ci sono sempre ste donne che non hanno manco un punto nero, una manciata di brufoli, due spennellate di sebo o dei pori grossi come biglie come sappiamo invece che capita alla maggioranza delle comuni mortali durante il ciclo, la coppetta ha la sua forma che ti garantisce sicurezza ma è sufficientemente flessibile ed elastica da assecondare i tuoi movimenti con enorme discrezione, permettendoti in un certo senso davvero di dimenticarti di indossarla, a differenza ad esempio degli assorbenti interni che, assorbendo appunto, si espandono all’interno del corpo diventando dei mini missili che non è del tutto simpatico avere fra le gambe, specie se devi stare seduta per molto tempo, o se per assurdo pensi di prendere la bici e andare da qualche parte.
Non so se sia una questione mentale o che altro, ma devo dire di aver notato una certa minore incidenza di crampi durante l’uso della coppetta; azzardo a dire che forse questo “oggetto non identificato” all’interno dell’utero, ne limita in parte le contrazioni che vanno a causare dolore? Visto che la mia preparazione medico-scientifica è ferma in autostrada, non approfondirò un argomento senza alcuna competenza, tanto più se si tratta di un ambito così specifico e delicato, considerala più che altro come una esperienza personale non verificata, ecco.

A me sembra di aver detto tutto, ma forse mi ricorderò di qualcos’altro un millisecondo dopo aver pubblicato, pazienza!
Sinceramente credo che se qualcuno mi chiedesse “ne consiglieresti l’uso?” io risponderei senza problemi di si, e credo che per il costo che ha valga la pena almeno fare una prova per qualche mese, potrebbe inizialmente essere un cambiamento molto radicale rispetto alle abitudini ma, come per tantissime altre cose, esperienza e un po’ di pazienza ripagano più che ampiamente dello sforzo.

E ora mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensi tu, la usi? Qualche marchio in particolare ti sembra più interessante o valido di altri? O se invece non la usi, pensi che cambieresti idea o ci sono limiti che ti sembrano invalicabili per provarla?

Grazie, ciao!
Francesca


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4 commenti su “Coppetta mestruale : ALIA CUP

  • Coppetta mestruale : ALIA CUP Francesca ( Semplicementebio)

    Che articolo dettagliato, stupendo e UTILISSIMO che hai scritto! Mi hai tolto tantissimo dubbi che ho ( avevo) quando ho pensato di acquistare questa coppetta! Il terrore era svuotarla fuori casa, l’inserimento ecc… anche se me la immaginavo più morbida 🙂

    Non
    Mi resta che provarla !

    • Coppetta mestruale : ALIA CUP Francesca L'autore dell'articolo

      In effetti se fosse stata ancora più morbida, inserirla sarebbe stato ancora più agevole, ti dirò che in realtà con la piegatura numero 2 è davvero agevole!
      Chissà, forse poi non sarebbe stata sufficientemente “soda” per evitare straripamenti vari….la butto lì eh? In realtà ignoro assolutamente come venga selezionato il grado di rigidità del silicone.
      Mentre vedo con orrore le tempistiche di risposta bibliche che ho, vado nell’angolo a vergognarmi…………

  • Coppetta mestruale : ALIA CUP Anna Betti

    Bell’articolo super dettagliato non ho mai visto questa marca guarderò da Tigotà io ho la Mooncup, la yuki e la fluxy

    • Coppetta mestruale : ALIA CUP Francesca L'autore dell'articolo

      La yuki l’avevo addocchiata anche io ancora qualche anno fa, poi alla fine mi sono decisa con questa perchè la vedevo OGNI SINGOLA VOLTA che andavo da tigotà, e quando è arrivato lo sconto ho capito che era un segno del destino.
      Tu ne hai di vari marchi perchè volevi provarne di diverse, o le usi tutte in momenti particolari? Mi sono effettivamente sempre chiesta se magari quelle più morbide sono più utili in alcuni casi, tipo quando si dorme magari…